Di Beatrice Balbo

Prendersi un caffè tra i gatti

Chiunque sia mai stato in un neko café nella sua vita, sappiate che io vi invidio. Ma quanto sarebbe bello sorseggiare un caffè, thè, o qualsiasi altra bevanda in un bar pieno di gatti?  Sì, perché è questo un neko café: una caffetteria dall’aria intima e familiare, la cui principale attrazione è quella di permettere […]

Chiunque sia mai stato in un neko café nella sua vita, sappiate che io vi invidio. Ma quanto sarebbe bello sorseggiare un caffè, thè, o qualsiasi altra bevanda in un bar pieno di gatti? 

Sì, perché è questo un neko café: una caffetteria dall’aria intima e familiare, la cui principale attrazione è quella di permettere ai clienti di osservare ed eventualmente giocare con delle carinissime palle di pelo. Da qui il nome, dato che “neko” in giapponese significa proprio “gatto”.

Avendo un nome giapponese, penserete che il primo sia stato aperto in Giappone, vero? 

Beh…no. Il primissimo neko café è stato aperto a Taipei (in Taiwan) nel 1998, dopo che diverse ricerche mediche dichiararono che accarezzare i gatti faccia bene alla salute (riduce lo stress e produce serotonina, l’ormone della felicità). 

Ciò ha attratto diversi turisti, e nel 2004 apre il primo neko café a Osaka (in Giappone), il Neko no jinkan (“Tempo dei gatti”). In breve tempo i neko café diventarono un emblema della cultura nipponica e così invidiati che si diffusero anche in Europa. Il primo fu il Cafe Neko, aperto a Vienna nel marzo 2012, poi uno a Madrid nel 2013, La Gatoteca.

Sono stati aperti molti neko café anche in Italia, i più conosciuti sono il Crazy Cat Café a Milano, in via Napo Torriani 5, e il Romeow Cat Bistrot a Roma, in via Francesco Negri 15.

Io non sono stata in nessuno di questi, ma penso che se amate i gatti questa sia un’esperienza da non perdere.

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