Di Giovanni Luci

Un pomeriggio al giornalino

Non so se vi è mai capitato di guardare una cosa per mesi, magari per anni, e solo dopo lungo tempo accorgervi di non sapere niente sulla sua storia. Può essere un libro che prima era di vostra mamma, un orologio da polso. Magari un vecchio edificio davanti al quale passate tutte le mattine per […]

Non so se vi è mai capitato di guardare una cosa per mesi, magari per anni, e solo dopo lungo tempo accorgervi di non sapere niente sulla sua storia. Può essere un libro che prima era di vostra mamma, un orologio da polso. Magari un vecchio edificio davanti al quale passate tutte le mattine per andare a scuola.

O forse, la scuola stessa. Magari, navigando su Internet, trovate qualche generica data, quando è stata fondata, i servizi che offre, a chi è dedicata. Ma dietro quelle date ci sono nomi, ci sono visi, ci sono fatiche, speranze, ansie, paure. Quello che vorrei provare a fare è scrivere la storia di questo luogo, in cui trascorro le mie giornate.

Vi parlerò della storia della Paolo VI.

Questa storia non parte con una data, ma con un nome. Lucilla Kirn. Una madre con una figlia in quinta elementare, Mariolina, che dovrà frequentare le medie. Lucilla voleva mandarla ad una scuola media cattolica, ma a Rho non ce n’erano. Lucilla, donna forte quanto determinata, decise di fondarne una nuova.

Ma non è così semplice.
Prima di tutto servivano dei locali. Dopo molti tentativi falliti, il don della parrocchia di San Michele, Don Valentino, accettò di ospitarli. Chiese ai suoi superiori il permesso, ma loro rifiutarono. Continuò ad insistere fino a quando non accettarono.
Ma, se anche ora avevano la sede, mancava tutto il resto. A iniziare da ragazzi, insegnanti e gestori. A gestire la scuola sarebbe stata una Cooperativa mista: metà soci appartenenti all’esperienza di Comunione e Liberazione, e metà indicati dalla parrocchia. Ma la Cooperativa era composta soprattutto da genitori che, sebbene fossero i primi a voler il bene per i propri figli, a volte facevano sorgere problemi per il fatto che erano i clienti e i gestori della scuola allo stesso tempo. Addirittura, uno dei primi anni ci fu una contesa per chi dovesse fare la Madonna per la recita di Natale. Non si riusciva a decidere. E chi doveva decidere? I genitori o gli insegnanti?

Così, per far funzionare le cose, è stato scelto un Presidente della Cooperativa, il trentenne Roberto Zucchetti (futuro sindaco di Rho). Lui non era tra i fondatori della Paolo VI, e non aveva figli che studiavano alla Paolo VI. Era il mediatore neutrale tra due fuochi.
Ormai la scuola ha preso forma, ma mancano i soldi, e la scuola deve essere riconosciuta dallo Stato.

Serve il riconoscimento, una documentazione accurata sulla scuola, sugli alunni, sugli insegnanti.
Ogni tanto arrivava un ispettore per vedere come stavano le cose.
Insomma il lavoro è immenso. Però ce la fanno. La scuola può partire.
I problemi però erano ancora molti. I soldi non erano aumentati, e si inventano nuovi modi per procurarseli.
L’1 ottobre 1980 è il primo giorno ufficiale della Paolo VI nelle medie di Rho. Nel 2000 si trasferisce in via Diaz 40, dove si trova ancora oggi.

Ma la storia non è ancora finita.

Nel 2001 ottengono la parità scolastica, e la loro istruzione è considerata al pari con l’istruzione delle scuole pubbliche.
Però questa non è ancora la fine . Oggi la Paolo Vi è una scuola grande e spaziosa, con aule colorate e corridoi decorati da quadri e disegni. In ogni classe c’è una LIM (lavagna interattiva), grandi finestre, ventilatori. Per l’intervallo ci sono tre campi, uno in terra, uno da basket, uno da calcetto ed un parco giochi. Oltre alle materie scolastiche si può scegliere di fare Coro, Informatica o il Giornalino. Con il Covid è cambiata ancora. I banchi sono stati separati. All’ingresso ci sono distributori di igienizzante, e classi diverse dalla propria non si incontrano quasi mai. Sembra che sia mutato tutto. Ma ciò che non è cambiato è la passione che ci viene messa, la stessa di Lucilla Kirn quando ha proposto ai suoi amici di fondare una scuola privata.
Eppure neanche questo è il finale. Dopo avervi illustrato il passato e accennato il presente vorrei parlare del futuro. Tra poco questa scuola avrà nuove aule, di Arte, di Musica, di Tecnologia. I lavori, che erano stati fermati dal Covid, ora riprendono, facendoci sperare che forse, alla fine di quest’anno in via Pontida, potremmo vedere l’ingresso della Nuova Scuola.

Vi aspettiamo a Settembre per una fantastica festa di inaugurazione!!!

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