Di Sofia Lezin, Chiara Merello e Ludovica Silvi

Quel mattino a Lampedusa

Il Giardino dei Giusti celebra con una pianta i Giusti ovvero persone che hanno messo la vita degli altri davanti alla propria. Il simbolo della pianta viene scelto perché rappresenta l’idea di vita e ricordo. Attualmente nel Giardino dei Giusti di Rho fanno parte 10 persone tra cui Vito Fiorino, presente all’inaugurazione dell’albero dedicatogli il […]

Il Giardino dei Giusti celebra con una pianta i Giusti ovvero persone che hanno messo la vita degli altri davanti alla propria. Il simbolo della pianta viene scelto perché rappresenta l’idea di vita e ricordo. Attualmente nel Giardino dei Giusti di Rho fanno parte 10 persone tra cui Vito Fiorino, presente all’inaugurazione dell’albero dedicatogli il 6 Marzo 2023.

Vito Fiorino, un pescatore e falegname per passione, nasce a Bari nel 1949 e cresce a Milano a Sesto San Giovanni. Diventato adulto decide di trasferirsi a Lampedusa e lavorare come gelataio. Egli assistette a più naufragi nella sua vita, tra cui quello avvenuto il 3 ottobre 2013 a Lampedusa.

Giovedì 9 Marzo al Nuovo Teatro Civico di Rho è stato presentato lo spettacolo “Quel mattino a Lampedusa” alle scuole Secondarie di Primo Grado di Rho che hanno partecipato a questo progetto. Infatti, proprio alcuni degli alunni di queste scuole erano le voci narranti della storia e delle testimonianze di quel naufragio avvenuto il 3 Ottobre 2013 sulle rive di questa piccola isola. 

E’ stato uno dei più grandi naufragi avvenuti in Europa, le vittime sono state circa 400, ma nonostante la tragicità dell’evento, i ragazzi sono riusciti a raccontarlo in modo avvincente, coinvolgente, senza sminuire la sua serietà. 

Non lo hanno raccontato solo come un fatto, ma anche attraverso le musiche e le immagini ci hanno fatto provare le stesse sensazioni che hanno vissuto i testimoni oculari, come Vito. 

La storia è stata raccontata come un dialogo tra soccorritori e gente comune, che si interrogava sul rischio di salvare o no quelle persone, soprattutto per via della legge.

Vorremmo riportare una frase che durante lo spettacolo è stata ripetuta più volte: “Il fatto è lo stesso, cambiano solo i numeri”, ci fa capire che questo è solo un esempio tra tutte le milioni di tragedie che avvengono quotidianamente da sempre, e di come noi nel nostro piccolo potremmo provare ad essere “giusti”, cioè provare ad agire per il bene e per la vita degli altri prima della propria.

Dopo la lettura scenica Vito ha commentato lo spettacolo e ha parlato della sua esperienza personale.

Per finire il suo discorso ci ha riportato la frase che un giovane immigrato da lui salvato ha detto parlando al telefono prima di passargli la persona al di là della cornetta: “ti passo My Father” per esprimere la gratitudine e la felicità di essere stato salvato.

Al ricordo di queste parole a Vito si sono riempiti gli occhi di emozione, noi li abbiamo visti come occhi pieni di vita.

Corrierino | Articoli correlati

Uno spazio di confronto, espressione e crescita per i ragazzi

01 Ago 2023

Di Stefano Barbetta

Utah Jazz

STORIA DAL 1974 AL 1979 Nel 1974, a New Orleans, vennero fondati i Jazz. Furono la 18° squadra iscritta alla NBA e la prima partita la persero contro i New York Knicks. Il primo grande passo della squadra fu acquistare Pete Maravich, considerato uno dei migliori giocatori NBA, che però non rese al meglio per […]

01 Ago 2023

Di Giovanni Viti e Alessandro Scopelliti

Ferdinando Magellano e il suo tesoro

Ferdinando Magellano nasce il 4 ottobre 1480 alla città di Porto in Portogallo. Ferdinando Magellano aveva come obiettivo dimostrare che si poteva arrivare a oriente passando da occidente navigando.  Ferdinando Magellano chiese prima ai re portoghesi di finanziare il viaggio, ma non accettarono, poi andò dalla corona Spagnola che volle pagare la spedizione e nel […]

01 Ago 2023

Di Chiara Merello

La tua vita e la mia – Don Alberto Ravagnani

 RIASSUNTO: Federico ha quasi diciassette anni e vive in una bella casa nel centro di Busto Arsizio. Più volte a settimana frequenta l’oratorio insieme ai suoi amici e al fantastico e originale Don Andrea. Riccardo, invece, i diciotto anni li ha già compiuti e vive nella periferia della città insieme alla sorellina e alla madre […]