Di Davide Severgnini e Nicolò Carnevali

Essere calciatori

In questo articolo vedremo cosa si cela dietro a uno dei percorsi più difficili da intraprendere: la carriera da calciatore. Soltanto una persona su 4-5 mila (dati raccolti da Repubblica) che gioca a calcio diventa un calciatore professionista e  con questo intendiamo persone che giocano nelle dieci squadre più forti di ogni campionato tra le […]

In questo articolo vedremo cosa si cela dietro a uno dei percorsi più difficili da intraprendere: la carriera da calciatore.

Soltanto una persona su 4-5 mila (dati raccolti da Repubblica) che gioca a calcio diventa un calciatore professionista e  con questo intendiamo persone che giocano nelle dieci squadre più forti di ogni campionato tra le migliori cinque divisioni. 

Questo lavoro può sembrare bello e facile perché puoi fare quello che ti piace e se sei bravo non hai bisogno di tanto impegno e guadagni molti soldi.

Invece non è assolutamente così, essere calciatore vuol dire lavorare con costanza e impegno. La vita di un calciatore ha bisogno di tanti sacrifici.

Una delle cose fondamentali è che puoi essere bravo quanto vuoi, però quello che conta veramente è la testa: se tu vuoi migliorare in ogni aspetto della vita calcistica devi metterci il massimo e rinunciare a molte banalità che per una persona normale sarebbero scontate. Devi allenarti bene e avere voglia di farlo. Anche se il talento può farti diventare un calciatore importante, non è un percorso che tutti quelli che hanno questa dote sceglierebbero. Infatti, un calciatore deve seguire rigide regole, ad esempio deve seguire una precisa alimentazione (non si può mangiare molto cibo buono!) oppure allenarsi tantissime ore al giorno molto duramente. Ogni giocatore deve dare il massimo in ogni partita e deve voler migliorare per poter raggiungere grandi traguardi imposti dalla società.

Un calciatore professionista in media si allena 6 giorni a settimana. Gli esercizi che vanno fatti non sono solo direttamente dedicati al pallone ma anche alla resistenza, l’agilità e alla forza fisica.

Prendiamo come esempio un vero campione, famoso per i suoi allenamenti duri e la sua dieta ferrea: Cristiano Ronaldo. 

Non c’è giocatore nel mondo del calcio che abbia ottenuto più consensi di lui, a proposito delle sue qualità fisiche e la dedizione al mestiere.

Infatti, Cristiano si allena dalle 5-6 ore al giorno per 6 giorni alla settimana. Oltre all’allenamento Ronaldo conduce una dieta molto ristretta.

Una questione molto discussa è quella dei soldi. Un calciatore forte guadagna in media due milioni di euro al mese. 

In questo periodo alcuni calciatori hanno più il pensiero dei soldi che quello di giocare e impegnarsi. Ultimamente sta accadendo che, durante il calciomercato, essi scelgano le squadre solo in base ai soldi che il club interessato è disposto a offrire.

Secondo noi questa cosa non è positiva. I soldi sono importanti, ma bisogna dargli il giusto peso. 

Un’ altra questione importante per un calciatore è quella dei tifosi. Loro sono fondamentali. Può succedere che un giocatore abbia troppa pressione da parte dei suoi fan e che non riesca a gestirla. Un calciatore può ricevere insulti dagli spettatori, ma può anche, come Ibrahimovic o Ronaldo, trarre dai fischi la forza per giocare. I tifosi incidono molto sulla vita di un giocatore, quando gioca male e fa errori anche decisivi può non venire trattato bene dai fan, farsi condizionare e quindi continuare a giocare male. Chiaramente ci sono molti aspetti anche positivi, ad esempio un tifoso può anche sostenere il giocatore e può essere la carica per quest’ultimo.

Noi pensiamo che, nonostante tutti i fatti che possono succedere, il mestiere da calciatore può farti crescere sia come giocatore e sia come persona.

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