LA MIA NUOVA SCOPERTA

È innegabile, questo è il periodo più difficile che abbia mai vissuto, da quasi 12 anni a questa parte.
24 ore su 24 rinchiuso tra quattro mura a guardare il mondo dalla finestra e non sentire altri rumori tranne che le sirene delle ambulanze, non poter uscire neanche per una passeggiata o per tirare due calci ad un pallone e, per di più, condividere gli spazi e i giochi con quella peste di mia sorella. Una noia mortale!
Mai come in questo momento, casa mia mi sembra una casa di reclusione, più che l’insieme degli affetti!
Strano a dirsi, ma anche il mio passatempo preferito, la mia coperta di Linus, l’oggetto da cui non mi separerei mai per niente al mondo, la mia Nintendo Switch, ha cominciato a stufarmi.
E dunque cosa potevo fare? Certo potevo continuare ad annoiarmi, a lamentarmi, a litigare con mia sorella. Oppure potevo fare qualcosa di diverso, di inventarmi qualcosa di diverso. E così ho fatto.
Sono andato nella mia camera e dopo un po’ di indecisione, ho riaperto le mie casse di Lego.
Quelle delle costruzioni disfatte e mai più rifatte, quelle delle costruzioni che non mi piacevano, perché erano troppo da “bambino piccolo”. Due scatole bianche piene zeppe di mattoncini che per tutto questo tempo sono state lì, sulla mensola ad aspettarmi silenziose e speranzose di essere aperte.
Già, le ho aperte e le ho rovesciate sul tappeto. Tutte e due. Vi risparmio il racconto delle urla di mia mamma!
E siccome erano da “bambino piccolo” ed io non mi sento più così, ho pensato di ricostruire un elicottero senza l’aiuto delle istruzioni. Potevo contare solo sulla mia memoria, sul mio ingegno e sulla mia creatività.
Una sfida difficile, ma tanto il tempo non mi mancava.
Devo confessare che per un paio di volte, forse anche tre, sono stato a tanto così dal buttare via tutto. Che rabbia! È praticamente impossibile costruire un Lego senza guardare le istruzioni e facendo forza solo sulla propria memoria, creatività e ingegno. Ma come fanno gli ingegneri e i costruttori alla Lego?
Prima dell’emergenza virus, ho visto a Milano una mostra fatta con i mattoncini più famosi del mondo, migliaia e migliaia di mattoncini, è impressionante come siano riusciti a costruire intere città, quadri e opere d’arte e anche scene tratte da famosissimi film.
Volete sapere com’è finita con il mio elicottero? Non lo ho ancora finito e non ho neanche ancora guardato le istruzioni.
Poco alla volta, un pezzettino alla volta, sento che finirò di costruirlo. Da solo. E so che questa sarà la mia soddisfazione più grande.

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