IL DECAMERON DELLA PAOLO VI

In una notte stellata Jack e James stanno guardando il cielo pieno di stelle e notano che una stella si illumina sempre di più, sta aumentando la sua luminosità. Dopo poco capiscono che non era affatto una stella che stava aumentando di luminosità, ma era un oggetto che si stava dirigendo molto velocemente verso la terra e che si sta schiantando nella loro posizione. Allora corrono al riparo sotto alcune rocce poco distanti.
Quando l’oggetto impatta la terra, sentono un enorme e assordante rumore. Incuriositi, decidono di andare a vedere quest’oggetto misterioso, e non appena la polvere si deposita di nuovo a terra, vedono delle ali e una cabina sui cui c’è scritta la parola Shuttle 166. Capiscono così che si tratta di una navicella spaziale schiantata sulla terra.
Riescono ad aprire il portellone di carico danneggiato, ad entrare nel veicolo e, appena entrati, vedono un rover. Proseguono fino alla cabina di pilotaggio e vedono lampeggiare due spie, una con la scritta “propulsori danneggiati” e l’altra con scritto “scudi insufficienti”.
Si siedono sulle due sedie di comando e all’improvviso sentono un forte rumore, poi su uno degli schermi della cabina compare la scritta “portellone di carico in chiusura”. Si guardando intorno impauriti, le luci dell’astronave si accendono e una voce dice “energia ripristinata”. Dopo un minuto l’astronave inizia ad alzarsi, si gira e dopo un bagliore di luce intenso e una spinta contro i sedili, Jack e James si ritrovano nello spazio profondo e capiscono che la loro navicella è alla deriva nello spazio. James con coraggio e tenacia va nell’hangar posteriore dove c’è il rover e come aveva visto molte volte nei film, prende una tuta spaziale, esce nello spazio e riattiva i nuclei di energia primaria posizionati nella parte posteriore dello shuttle. Rientra nella cabina e si accorge che la navicella si sta direzionando da una parte ben precisa e poi con un bagliore di luce e una forte spinta si ritrovano davanti ad una enorme stazione spaziale. Rimangono sorpresi da questa enorme struttura nello spazio. Entrano in uno dei tanti hangar, capiscono che questa stazione si chiama Horizon e decidono di attraccare. Scendono poi dalla navicella un po’ spaesati e la cosa più sorprendente è che non c’era nessuno, i corridoi erano vuoti e sembrava tutto robotizzato.
Per un’ora esplorano la stazione e scoprono che questa stazione spaziale era programmata per annientare l’universo.
Dopo aver trovato la sala di controllo dell’arma super diabolica, cercano di capire come disattivarla ma all’improvviso sentono dei rumori meccanici e i pannelli di controllo diventano rossi con scritto “sicurezza attivata”. James e Jack capiscono che sono in forte pericolo poiché dei robot armati stavano arrivando, ma con la genialità di Jack trovano un via di fuga che li porta all’armeria. Si equipaggiano più che possono e vanno ad annientare i robot nemici. Dopo un difficile combattimento riescono a sconfiggere tutti i nemici e a disattivare la pericolosa arma.
A James però viene in mente che l’arma poteva essere riattivata e dovevano trovare un modo per distruggerla definitivamente. Dopo un’attenta riflessione Jack conclude che l’unico modo per distruggere l’arma era attivare l’autodistruzione della stazione spaziale.
Dopo aver attivato l’autodistruzione avevano 5 minuti per allontanarsi dalla stazione spaziale, ma si accorgono di essersi dimenticati dove avevano attraccato la loro nave, ma per fortuna trovano un trasporto interplanetario per scappare via.
Dopo aver attivato la velocità luce, riescono a ritornare sulla terra e decidono di nascondere il trasporto interplanetario sott’acqua per evitare che il resto del mondo lo trovi.

A cura di  Matteo C.

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