IL DECAMERON DELLA PAOLO VI

In una piccola cittadina dell’Inghilterra viveva una ragazzina di 13 anni il cui nome era Sara , lei aveva una mamma e un papà che le volevano molto bene e che si preoccupavano molto per lei. Aveva poi un fratellino più piccolo che si chiamava Lorenzo, aveva 5 anni e come tutti i bambini piccoli amava fare scherzi e dispetti a sua sorella. Nonostante suo fratello fosse così pestifero a Sara piaceva che fosse così, anche se non sapeva spiegarne il motivo: forse era perché la faceva ridere, forse era perché si rendeva conto che Lorenzo non lo faceva per cattiveria. Tutti nella sua cittadina le volevano bene e la stimavano, qualcuno addirittura la invidiava, nel senso buono chiaramente, perché aveva sempre il sorriso stampato in faccia. Nessuno osava parlare male di lei oppure lamentarsi. Sara amava la sua vita, ogni giorno usciva di casa e andava al mercato, a scuola e dopo lezioni le piaceva fare sport, in particolare pallavolo. Solo un’altra cosa era al pari del suo amore per la pallavolo, la sua famiglia. 
Un giorno arrivò a scuola una nuova compagna e Sara non perse tempo: andò subito a salutarla e a presentarsi, e lo stesso fece anche la nuova arrivata. Si chiamava Marta aveva due occhi blu come il cielo senza nuvole, degli splendidi capelli color oro che si notavano molto per via degli stupendi boccoli che le incorniciavano quella pelle candida come la neve . Veniva dalla Germania, infatti non capiva niente di quello che dicevano gli altri. Però, nessuno sa spiegare come ma Marta in qualche modo era riuscita a capire solo quello che le diceva Sara. Le due si misero a chiacchierare amabilmente e scoprirono molte cose l’una dell’altra, ad esempio che anche Marta aveva una grande passione per la pallavolo e che aveva anche lei un fratellino di 5 anni che amava farle tanti scherzi. Dopo la scuola le due ragazze decisero di fare un giro insieme, era uno splendido pomeriggio di sole, gli uccellini cantavano e il parco giochi della città non era mai stato così pieno. Marta e Sara videro che le giostre del Coca-Cola adventure erano praticamente vuote e decisero di approfittarne. Corsero subito verso il Coca-Cola al volo che era una giostra che consisteva nel riuscire a sparare grazie a un cannone ad acqua la Coca-Cola nella bocca del proprio compagno. Salirono anche sulle montagne cocose che consistevano nel riuscire a prendere più lattine di Coca-Cola possibile, mentre si andava su e giù per dei binari (non quelli del treno ovviamente). 
Sara chiamò sua madre e le chiese se Marta poteva restare a cena da loro. La madre fu più che contenta di ospitarla solamente che quando tornarono a casa erano fradice di Coca-Cola dalla testa ai piedi. Si sciacquarono e cenarono. La madre di Sara era un’infermiera, ma era anche un’ottima cuoca infatti aveva cucinato una varietà inimmaginabile di prelibatezze: melanzane impanate nell’uovo, peperoni ripieni, purè di patate, polpette della nonna, salti in bocca alla romana, pasta al ragù, panini con prosciutto e formaggio e si era tenuta da parte un ago per sgonfiarle nel caso diventassero mongolfiere umane. Con lo stomaco che sembrava non rispondesse più ai loro comandi si sedettero sul divano a guardare alcuni dei loro film preferiti: Grease , Pitch perfect, Biancaneve …
Infine Sara riuscì a convincere la madre di Marta a farla restare a ”dormire” , anche se quella notte fecero baldoria tutto il tempo: fecero lo spuntino di mezzanotte dove la mamma di Sara offrì a sua figlia e alla ospite un po’ di Coca-Cola e quando le due la videro contemporaneamente si misero a guardarla male e successivamente si misero tutte e tre a ridere. Ma non fecero solo questo inventarono anche una danza notturna e un saluto e guardarono anche il cielo stellato. Quella notte le due si resero conto che erano fatte per stare insieme e fecero dei braccialetti dell’amicizia fatti con i fiori che raccolsero in giardino quella stessa notte e sotto la luce brillante della luna piena si giurarono amicizia eterna e diventarono migliori amiche. Tutte e due sapevano che quel giorno non si sarebbe mai cancellato dalle loro menti perché quell’amicizia che si era formata in un giorno sarebbe durata anni.

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Scuola Secondaria di I grado
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