IL DECAMERON DELLA PAOLO VI

C’erano botti ed esplosioni in tutto il villaggio. Mia madre mi teneva stretta stretta a se. Le sue lacrime grondavano sul mio viso, io non capivo cosa stesse succedendo, eravamo in una stanza buia ed io riuscivo solo a sentire le esplosioni che pian piano diventarono più forti fino a far fischiare le orecchie. Non eravamo sole, con noi c’erano almeno dieci persone tutte con le lacrime agli occhi che, come mia mamma, si tenevano stretti a loro come dei peluche.
«Jashmin…Jashmin! Sveglia devi andare a scuola» Cosa? Era solo un sogno? Eppure era così reale! Bah, o cavolo sono in ritardo, devo andare. Uffa che noia che sono le lezioni; ma quando finisce? ”DRIN” finalmente l’ intervallo «Ciao Jashmin, come va?» «Tutto bene Elly, e tu?» «Non molto bene» «Perché?» «ecco io…» «Tu…?» «MI TRASFERISCO, ecco, l’ho detto». No, non può lasciarmi  se lei se ne va io…io, no, non lo accetto. Dopo quelle parole sono andata in bagno e piansi a dirotto, la mia unica amica, colei che mi difendeva in caso di pericolo, con la quale avevo un legame indissolubile mi ha piantato in asso così! Stento a crederci. Le ultime parole che mi ha detto erano ”sii forte”.
La mattina seguente la mamma mi ritrovò avvolta nelle coperte a piangere, allora mi diede un  bacio in fronte e una carezza. Pensava che io fossi triste per Elly ma in verità avevo ancora fatto quel sogno spaventoso! Oggi però non c’è motivo di piangere perché ci sono le vacanze! Ho già preparato tutto l’occorrente per andare in giro nel mio villaggio a raccogliere vari oggetti che io chiamo ”tesori”. In queste vacanze ho trovato tanti tesori ma nessuno voleva essere mio amico dicevano che era meglio che io stessi sola perché mi ritenevano strana, io non gli ho dato molta importanza, però sarebbe stato bello giocare con qualcuno; spero che almeno a scuola io trovi un nuovo amico. 
E cosi è stato, ho conosciuto Pier la cui madre è una psicologa. Così ho detto a Pier del mio imminente sogno e lui mi ha portato da sua madre «Se questo sogno lo fai tutte le notti vuol dire che è un sogno premonitore e che  accadrà presto» «Ma come faccio a sapere come accadrà?» «Non puoi, ma puoi vivere al meglio i tuoi giorni prima dell’accaduto» e cosi ho fatto finché il nostro stupido Presidente non ha dato via alla guerra di cui ora posso parlare con tranquillità ai bambini a cui insegno, a mia figlia che per l’enorme sbaglio del Presidente può vivere la sua vita con tranquillità ed con mio marito con il quale ho una stupenda relazione.

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Scuola Secondaria di I grado
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